MOTORI AERONAUTICI
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                                                L'ELICHE

Può essere formata da due o più pale, le quali si comportano come "ali rotanti". L’elica, azionata da un motore, ruota ad alta velocità e riesce col suo profilo opportunamente calettato (sagomato) a spingere (accelerare) il flusso d’aria all’indietro. Questa accelerazione viene bilanciata da una spinta in avanti di tutto l’aereo (3° principio della dinamica”azione e reazione”). L'elica deve avere la stessa portanza lungo tutto il braccio affinché eserciti la medesima spinta. Poiché la portanza è direttamente proporzionale all'angolo d’incidenza e alla velocità, tale angolo dovrà variare con la velocità. Ma la velocità periferica delle pale cresce dal centro verso l'estremità, allora per mantenere costante la portanza si dovrà modificare il calettamento dell’elica. Ed è per questa ragione che si svergola l'elica cioè con un calettamento variabile che man mano diminuisce dal centro verso l'estremità del profilo dove la velocità è massima.               (CONTATTI)

 Le eliche aeronautiche possono avere sino a sei pale. In genere gli aerei meno potenti hanno due o tre pale mentre i turboelica hanno spesso anche quattro o sei pale. Per gli elicotteri il numero di pale varia da due a sei a seconda della potenza. Le punte delle pale dell'elica non devono raggiungere la velocità del suono, infatti si usano spesso dei riduttori . Se le punte delle pale superassero la velocità del suono le sollecitazioni sarebbero eccessive e si romperebbero. Per questo motivo ai motori più potenti, si montano delle eliche più piccole ma con più pale.

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                                                        CLASSIFICAZIONE DEI PROPULSORI AERONAUTICI

Esoreattori – Viene utilizzato il flusso d’aria esterno presente nell’atmosfera. Le tipologie sono : motoelica, turbogetto, turboelica, turbogetto a doppio flusso, autoreattore e pulsoreattore.

Endoreattori – Non utilizzano l’aria esterna come comburente(ossidante) ma utilizzano il combustibile e comburente trasportato. Comunemente vengono chiamati razzi.

                                                  GLI ESOREATTORI

 

                                                     MOTOELICA

             Si utilizza un’elica azionata da un motore per accelerare una portata d’aria (flusso).

                 TURBOGETTO

 Si nota subito che il flusso d’aria viene accelerato all’interno del motore e non all’esterno come avviene nel motoelica .La presa d’aria convoglia l’aria al compressore che la comprime ad alta pressione per immetterla nelle camere di combustione. Il combustibile pompato viene iniettato con degli ugelli polverizzatori nelle camere di combustione opportunamente sagomate e provviste di apposite candele . Il combustibile (nafta, kerosene,..) si incendia di continuo insieme al flusso compresso d’aria producendo un flusso ad alta temperatura e altissima velocità di espansione (gas combusti). Il flusso risultante andrà ad azionare le turbine del compressore e fornirà la spinta posteriore del motore. Una volta messo in moto il motore si usa il getto sia per azionare il compressore sia per fornire la opportuna spinta.

 

           TURBOELICA

È la combinazione di un motoelica e di un turbogetto . Si applica in ingresso del turbogetto un’elica di diametro maggiore del motore che verrà azionata dalle turbine. La spinta è data dalla somma di quella dovuta al turbogetto e quella esterna del motoelica.

Turbogetto a doppio flusso (turbofan) 

Si tratta di un turboelica provvista di eliche chiuse all’interno del motore.

Turbofan a flusso caldo – Il flusso (secondario) proveniente dall’eliche si mescola con quello (primario) proveniente dal turbogetto prima dell’espulsione.

 

 Turbofan a flusso freddo

Il flusso delle eliche non si mescola con quello del turbogetto.

Contrafan

Il turbogetto ha le eliche poste posteriormente e non anteriormente.

     Autoreattore e Pulsoreattore

 Autoreattore 

L’aria prelevata ad una certa velocità (non c’è il compressore) viene diffusa all’interno dove avverrà la combustione con relativa espulsione dei gas combusti.

 

       Pulsoreattore

Simile all’autoreattore ma provvisto di valvole a ritegno lamellari che lasciano passare il flusso d’aria in una direzione ma bloccano i gas combusti della combustione che sono forzati ad uscire solo posteriormente fornendo la spinta. La spinta è realizzata in maniera impulsiva(molti impulsi al secondo).

Entrambi i motori hanno delle candele a scintille usate solo all’accensione in quanto in seguito la combustione avviene per autoaccensione. Necessitano di stabilizzatori di fiamma Inoltre necessitano di una velocità minima di innesco, per cui di solito si usa un turbogetto anteriormente a tele scopo. In questi due motori la capacità di spinta aumenta all’aumentare della velocità di volo.
                                                                                              


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